‘La locanda degli amori diversi’ di Ito Ogawa

In un momento storico e politico delicato come questo, leggere questo romanzo è stato un balsamo per il cuore. Ma andiamo con ordine.

Izumi, trentacinquenne separata con un figlio, è in attesa del treno e vede questa ragazzina sul bordo della banchina. Non riesce a scorgerne il viso ma capisce, dal suo atteggiamento, che c’è qualcosa che non va. La rincontra il giorno dopo e, decidendo che vuole fare qualcosa per quella ragazza, le si avvicina e, prendendola per mano, la dissuade dal compiere il gesto per cui è lì: suicidarsi.

La ragazza si chiama Chiyoko, ha diciannove anni, ed il suo problema è essere lesbica. Facendo outing con i propri genitori era stata umiliata ed offesa così aveva deciso di farla finita. Ma l’incontro con Izumi prima, e con suo figlio Sosuke dopo, segnerà una svolta.

Tra le due nasce prima una bella amicizia. Passano molto tempo insieme, parlando di tutto e scambiandosi vedute sul mondo. Poi, un giorno, Chiyoko si fa avanti: si è innamorata di Izumi. Per Izumi è tutto molto strano: reduce da un matrimonio, è sempre stata sicura di essere eterosessuale. Ma, quando Chiyoko la bacia e l’accarezza dolcemente, si rende conto che, forse, il piacere e le sensazioni che sta provando in quel momento non le aveva mai sentite prima.

Decidono così di fuggire. Una fuga d’amore in piena regola. Una nuova vita che prevede anche un nuovo cognome: Takashima. Arrivano così in un paesino sperduto tra le montagne terrazzate. Un angolo di Giappone che per loro diventa un piccolo paradiso dove poter stare insieme e vivere in pace e che loro ribattezzeranno “Machu Picchu”. Ma anche in questo apparente idillio i problemi non mancano: Chiyoko scopre di essere incinta poiché aveva provato a stare con un ragazzo per rinnegare la sua natura. Dopo un attimo di smarrimento e di rabbia da parte di Izumi, decidono che portare a termine la gravidanza sia l’unica scelta possibile. Nasce così Takara e  la famiglia così sembra completa. Ma, anche in quell’angolo di mondo, il bigottismo non manca e le due donne si troveranno a dover fronteggiare atti di bullismo e chiusure mentali che, a volte, fanno più male rispetto alla violenza fisica.

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Non lasciandosi intimidire decidono di trasformare la loro piccola casa in una locanda. Nasce così “La locanda Arcobaleno” dove tutti sono graditi ospiti: omosessuali, eterosessuali, coppie, gruppi di amici. In un ambiente famigliare e sereno, con cibo di ottima fattura, tutti sono i benvenuti. Ed è così che anche Izumi e Chiyoko saranno finalmente accettate dalla comunità di Machu Picchu.

Con una delicatezza immensa, Ito Ogawa affronta la tematica dell’omosessualità e della sua accettazione. Non solo fermandosi sui punti di vista di Izumi e Chiyoko, ma anche concedendo spazio alle voci di Sosuke e Takara. Infatti il libro è diviso in quattro parti, ognuna delle quali ha una voce narrante diversa. Verremo così a scoprire i pensieri di Sosuke riguardo alle sue due mamme ed anche lo sgomento che pervaderà la piccola Takara quando capirà che il modo in cui è cresciuta, credendo di essere figlia di Izumi e Chiyoko, in realtà è una menzogna. Fino a ritrovare un equilibrio con le sue mamme ed arrivare all’epilogo che lascia un sapore dolce amaro.

La narrazione è fluida e scorrevole. Il linguaggio è semplice. E l’autrice ci porta per mano alla scoperta di piatti tipici ed usanze giapponesi. Insomma, il mio primo approccio con la narrativa orientale non poteva andare meglio! Assolutamente consigliato!


SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Neri Pozza
Pagine: 363
Prezzo: 17.00€

(In collaborazione con Thriller Nord)

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