Il gioco di Gerald

Cari lettori, questo è il periodo dell’anno che amo di più! Adoro l’aria frizzantina, i colori caldi dell’autunno e le tisane fumanti da bere in compagnia di un buon libro. Adoro i paesaggi variopinti di cui si dipingono le città, con le foglie che cadono lentamente al suolo e dipingono con i loro colori i prati e gli angoli urbani. Adoro la sensazione di poter indossare un maglioncino la sera per uscire a passeggio fra i vicoli dei paesi densi degli odori dei camini accesi e delle prelibatezze casalinghe che si cucinano in questo periodo. Adoro tante altre cose, ma qui mi fermo, per non annoiarvi.

Per un amante dell’ horror come me questo periodo è speciale anche per la ricorrenza di una delle festività che attendo con più trepidazione, quella di Halloween. Aspettando la notte del 31, adoro leggere libri a tema, decorare la casa con qualsiasi cosa abbia la forma di un pipistrello o di una strega e cucinare cibi dolci e salati a base di zucca.

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Quale libro è dunque più adatto da leggere nel mese di ottobre se non uno scritto dal re dell’horror, Stephen King? La mia scelta per queste serate autunnali è stata “Il gioco di Gerald”. Questo thriller-horror è sicuramente un romanzo in grado di creare tensione e di lasciare il lettore con il fiato sospeso, anche se non è di certo il migliore di quelli targati King.

Il romanzo racconta dell’esperienza più terribile mai vissuta da Jessie Mahout, giovane donna sulla quarantina, sposata con l’avvocato di successo Gerald Burlingame, che si apprestano a trascorrere un piccante weekend nella loro casa sul lago in una cittadina del Maine. Nell’intimità della propria abitazione, decidono di dedicarsi ad un gioco erotico che avrà però delle conseguenze impreviste. Infatti, Jessie, ammanettata  alla testiera del letto per assecondare le fantasie del marito, si sente improvvisamente in imbarazzo ed umiliata. Quando la sua richiesta di interrompere il gioco e di essere liberata viene ignorata, la donna allontana il marito con un calcio, causando un improvviso infarto al cuore già malato e sofferente dell’uomo che muore da li a pochi minuti ai piedi del letto. Da questo momento inizieranno per Jessie delle ore di puro terrore in cui cercherà di liberarsi in tutti i modi possibili dalle manette. La situazione, che è già tragica, viene complicata dall’intrusione nella casa di un cane randagio, attirato dall’odore di sangue proveniente da Gerald, e di una strana presenza che Jessie soprannominerà “Il cowboy spaziale”: la donna non riesce più a distinguere se quello che vede è reale o è frutto di un’allucinazione dovuta allo stress fisico ed emotivo a cui è sottoposta.

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Solo un grande autore come Stephen King è in grado di costruire un romanzo basato su una storia in cui accade ben poco a causa dell’immobilità fisica della protagonista: la lettura provoca ugualmente ansia, attesa, suspense e lascia il lettore con il naso incollato al libro. Mi era già capitato di riscontrare questa incredibile abilità di King in un altro suo capolavoro, “La bambina che amava Tom Gordon”, romanzo incentrato sulla vicenda di una bambina che durante una gita con la famiglia, si perde nel bosco. Anche in questo caso la vicenda è alquanto lineare, si segue infatti la protagonista durante la sua lunga “passeggiata” nel tentativo di ritrovare la via di casa e durante il percorso non avverrà nulla di eccezionale o particolarmente pericoloso. Nonostante tutto, l’ansia e l’angoscia provate dalla bambina che all’improvviso si ritrova a passare notti e giorni da sola, all’interno di una foresta, sono descritte in maniera talmente intensa da costringermi a chiudere il libro per qualche secondo per poter riprendere fiato, far diminuire il ritmo del mio battito cardiaco e riprendere la lettura.

In “Il gioco di Gerald” King manifesta la sua incredibile maestria nel descrivere in maniera terribilmente vivida e realistica il dolore fisico provato dalla protagonista, descrivendo con precisione quasi “chirurgica” quello che succede ad un corpo quando è costretto a lungo ad immobilità in una posizione non fisiologica e quando è privato da troppo tempo di acqua e cibo.

Un elemento che è possibile riscontrare in “Il gioco di Gerald”, comune a tutte le opere di questo autore, è l’approfondimento psicologico dei personaggi. Nei romanzi di Stephen King nulla viene lasciato al caso e nessun personaggio è una semplice comparsa, neanche lo spaventoso cane randagio che pasteggerà con il corpo del defunto Gerald; lo scrittore dedica ad ognuno un ampio spazio con il risultato finale di creare dei personaggi che il lettore difficilmente può dimenticare e che diventano autonomi e indipendenti dalla  penna dello scrittore.

Attraverso un dialogo costante tra Jessie e varie “voci” che affollano la sua mente, il lettore viene accompagnato nella conoscenza del passato fortemente doloroso della protagonista, caratterizzato da un rapporto particolare con il padre (su cui Freud avrebbe sicuramente molto da dire), nel quale però si nasconde la chiave che permetterà a Jessie di liberarsi dalle manette fisiche e mentali che la imprigionano. Questa forte caratterizzazione dei personaggi rallenta in qualche punto la narrazione che si mantiene però fluida e piacevole. Questo romanzo è più un thriller che un horror puro in quanto gli elementi macabri seppur presenti, non occupano la maggior parte della narrazione, permettendo quindi anche a chi non è un grande amante del genere, di leggere con piacere e coinvolgimento questo romanzo. Come detto precedentemente, questo romanzo non occupa le prime posizioni della classifica dei libri che ho amato del maestro dell’horror, ma ne consiglio fortemente la lettura se si ha desiderio di un po’ di brivido. Insomma, leggere un libro di Stephen King, non delude mai!

Vi lascio con la ricetta di un dolce a base di zucca, consumatissimo in questo periodo autunnale in America, la Pumpkinpie! Vi propongo questa versione con il cioccolato, spero vi piaccia e vi auguro di trascorrere un felice e spaventoso Halloween!

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Scheda del libro

  • Titolo: Il gioco di Gerald
  • Autore: Stephen King
  • Editore: Sperling Paperback
  • Pagine: 368
  • Prezzo: 8.41 €

Pumpkinpie al cioccolato 

Ingredienti:

  • 250 gr di pasta brisée
  • 120 g di cioccolato fondente
  • 240 ml di panna fresca
  • 150 g di zucca già lessata
  • 150 g di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
  • Mezzo cucchiaino di maizena
  • Un pizzico di sale

PicMonkey Collage1.jpg(1) Cucinare la zucca a vapore dopo averla tagliata a tocchetti per 15 minuti e lasciarla raffreddare. (2) Riporre la pasta brisée nello stampo, bucherellarla e rivestire con un foglio di carta forno e ricoprire con legumi secchi. Cuocere per 10 minuti, togliere la carta forno con i legumi secchi e riprendere la cottura per altri 5 minuti. Al termine della cottura lasciar raffreddare. (3) Montare la panna e (4) sciogliere a bagnomaria 30 ml di panna e il cioccolato e versare sulla base. Lasciar riposare per 10 minuti in frigorifero.

(5) Unire in un mixer la zucca, l’uovo, lo zucchero di canna, la maizena, l’essenza di vaniglia e il sale. Frullare fino a quando non si ottiene una crema morbida ed omogenea. Aggiungere la panna alla crema di zucca (facendo attenzione a lasciarvene una quantità necessaria per decorare la torta) mescolando dal basso verso l’alto. (6) Aggiungere la crema ottenuta alla base e cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per 20 minuti. Estrarre dal forno e lasciare raffreddare. Decorare a piacere la torta con la panna montata.

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Ed ecco la vostra pumpkinpie al cioccolato! Effettivamente è venuta un pò diversa da quello che mi aspettavo, ma vi assicuro che è molto buona!

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Per fare questa torta ho usato la classica zucca tonda di Halloween, però mi sono accorta che è molto acquosa. Questo ha aumentato i tempi di cottura facendo assumere alla pumpkinpie questo aspetto caramellato. Vi consiglio quindi di usare una zucca lunga che ha un minor contenuto d’acqua.

Buon appetito!

Fonte: blog.giallozafferano.it/mastercheffa

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