“La promessa” – Jussi Adler-Olsen

Siete a casa? Vi state annoiando? Noi di Leggendoa a Bari abbiamo la soluzione che fa per voi: correte in libreria e acquistate “La promessa” di Jussi Adler-Olsen! Vi assicuriamo che saranno 571 pagine di pura investigazione, proprio come piace a noi.

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Partiamo con ordine e commentiamo la trama. Carl Morck riceve una telefonata nel suo ufficio e dall’altra parte della cornetta c’è Christian Habersaat, un poliziotto di Bornholm, che prova ad affidare alla sua squadra un caso che non trova soluzione da ben 17 anni: una ragazza trovata morta su un albero, investita da un pirata della strada rimasto sconosciuto agli inquirenti. Carl mette subito in chiaro che la Sezione Q non potrà occuparsene. La chiamata si interrompe e l’investigatore fa spallucce, pronto a passare alla prossima incombenza della mattinata. Peccato che poco dopo nel suo ufficio si precipiti una Rose furente, pronta a fare una ramanzina che ci accompagnerà per tutto il libro. Anche nei romanzi la regola è sempre la stessa: mai far indispettire una donna.

“Perchè non ha ascoltato quel tizio? Perchè non lo ha lasciato parlare?”.

Le domande di Rose potrebbero trovare una valida risposta e venir messe da parte con poco se non fosse che a distanza di poche ore il poliziotto che aveva telefonato a Carl compie un gesto estremo e, proprio durante la festa del suo pensionamento, si suicida (anche qui, come nei film, andare in pensione per un poliziotto è sempre un terno al lotto. Mai essere sicuri di uscire vivi dalla pensione!).

Per questa ragione il trio investigativo prende il traghetto e parte alla volta di Bornholm. L’intenzione è quella di capire cos’ha spinto Habersaat a togliersi la vita, Possibile che sia stato un modo per “costringerli” a recarsi sull’isolare e indagare sul caso di Alberte? Sarà chiaro fin da subito che la risposta e sì e anche se Carl Morck sperava di rientrare qualche ora dopo da quel viaggio con un niente di fatto, si troverà costretto a ricredersi. C’è davvero una pista da seguire e quella pesante eredità spetta proprio a loro tre.  Come potete vedere già dalla trama la storia mette addosso una buona dose di curiosità. Inoltre troviamo i tre protagonisti in splendida forma. Assad in particolare sarà sempre pronto a strappare un sorriso al lettore con il suo modo di fare e i suoi errori linguistici.

«Sono tutti modello pane di segale, Assad»
«Pane di sagale? No, Carl, ti sbagli»
«Pane di segale: è così che chiamavamo questo tipo di pulmino Volkswagen qui in Danimarca. Per via della forma, vedi?»
[…]
«Perciò quale sarà stata l’ipotesi di Habersaat?»
«Che Alberte è stata investita da un panino Volkswagen»

Incontreremo, durante la narrazione, dei salti temporali.
Personalmente di solito non amo queste cose, spezzano la storia e rallentano l’indagine.
Questa volta però devo dire di averli apprezzati molto e sono diventati, anzi, la mia parte preferita. Un’altra cosa che ho gradito molto è stato il modo in cui la storia ha preso pian piano forma.

L’autore ci ha messo davanti a un tavolo su cui erano disseminati pezzi di un bel puzzle complicato, invitandoci, tramite i vari indizi che trovavamo durante la narrazione, a mettere insieme i pezzi. Spesso le cose si incastravano alle perfezione, ci sentivamo geniali e pronti a fare domande alla sezione investigativa della nostra città, poi però la storia proseguiva con nuovi dettagli e noi dovevamo tornare sui nostri passi per renderci conto che no, il pezzo in effetti non era corretto, non combaciava come avrebbe dovuto. Magistrale. Insomma, non avrete vita facile fino a quando non sarete riusciti a portare a termine la lettura, parola nostra!

Editore: Marsilio
Pagine: 571
Prezzo: 19.50

(in collaborazione con Thrillernord)

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