Tutti gli uomini di mia madre- Kerry Hudson


Molto spesso ci capita di leggere libri dei quali inizialmente non sappiamo nulla o quasi. Decidiamo di comprarli per impulso, magari perché attratti dalla copertina o dall’opinione positiva di qualche nostro amico. Nel caso del libro della Hudson è andata più o meno così. Non conoscevo l’autrice, non sapevo un granché della trama, ma mi sono lasciata incuriosire e devo dire che ho avuto ragione.

Per comprendere bene quanto l’occhio della Hudson sia in grado di catturare una realtà di sofferenza e miseria conviene fare un passo indietro sulla sua vita.

La giovane scrittrice nasce in Scozia, ad Aberdeen. Cresce rimbalzando fra case popolari, b&b e roulotte e proprio per questo la descrizione dei luoghi e dei personaggi di questo suo primo libro, paiono così reali e tridimensionali.

“Vieni fuori, piccola merda del cazzo che non sei altro!”

 Così inizia il racconto della vita delle Ryan, tre donne unite da un filo sottile di dolore e rassegnazione.

“Mamma mi prese, viscida e molliccia com’ero, e mi posò contro il suo seno, chiedendosi come fosse possibile che un esserino così rosa e fragile potesse essere tanto feroce da lacerare la persona che avrebbe dovuto amarla di più al mondo.”

La nascita della figlia avuta per caso da una ragazza della Scozia peggiore, quella fatta di droga, eccessi, mancanza di lavoro, famiglie distrutte da madri disinteressate e padri incerti e generalmente sempre ubriachi, rende l’approccio con questa realtà di indifferenza, immediato e sconvolgente.
Iris, così si chiama la giovane madre, dopo essere andata a Londra alla ricerca di una nuova vita, lontana dalla madre ossessionata dal bingo e dall’alcol, resta incinta di un americano, uomo sposato e benestante che non ha voluto essere incluso nella crescita della bambina. Tale circostanza costringe Iris a prendere una decisione dolorosa, tornare indietro, da una madre ingrata che non ha nessunissima intenzione di aiutarla.

Dopo liti e insulti, Iris decide di fuggire ancora, con una bambina in fasce, per le strade della piovosa e grigia Aberdeen.

Da questo episodio e dalla incertezza che ne deriva, Iris prenderà sempre e solo scelte sbagliate. Passerà da un uomo all’altro. Da Tony il violento a Doug l’ inadeguato, uomini che la useranno come passatempo, come diversivo. Costringerà la figlia Janie a traslochi continui, eliminando con un colpo di spugna ogni tentativo della ragazzina di integrarsi o fare amicizia, nonostante il suo aspetto sciatto sia già un ostacolo che la costringerà più e più volte a trovare riparo nelle biblioteche ricolme di speranza.

In questa cornice di promiscuità, di familiari dei quali è meglio fare a meno, Janie, figlia troppo matura per la sua età, avrà il compito più difficile, staccarsi dalla scia prodotta dalle donne Ryan; crearsi la propria vita, allontanare eccessi e apatia non sarà facile e nella prima adolescenza, le orme della madre Iris saranno lì, pronte per essere calpestate. Ma come in ogni cosa della vita, l’ importante è comprendere che si sta andando nella direzione sbagliata e cambiare rotta.

“Da un momento all’altro, come se qualcuno fosse entrato di nascosto di notte e me le avesse piazzate sulla lingua, mi ritrovai a conoscere un sacco di parole e a sapere come metterle insieme per ferire, far ridere o essere arrabbiata. Pensavo che la mia intelligenza dovesse essere l’attrazione principale, e invece era solo il cartone animato di Tom e Jerry che precedeva quel film di merda che era la nostra vita quotidiana.”

Consigliare un libro così, forte, vero e spregiudicato non è facile. Molti non ameranno lo stile della Hudson, ma io credo che invece valga la pena approcciarsi a questo mondo per molti di noi, nuovo e distante.
La voce matura e disillusa di Janie ci fa entrare nel suo quotidiano, giudicandolo senza remore e con tono perentorio. Sentiamo quasi la puzza delle strade di periferia, ne avvertiamo lo squallore, il sudiciume e il degrado sempre maggiore.

In più il tono incalzante dell’autrice fa sì che la lettura del romanzo voli e quando giungi alla conclusione della storia, non puoi che sperare che Janie abbia trovato la sua strada, abbia messo una pietra sopra il passato, lontana dalla sua Scozia.

Vi lascio con una delle frasi che più mi ha colpito del libro e che rende bene l’idea della fatica che ha patito Janie nel sopportare la vita che le è stata imposta.

“E così quella prima promessa di silenzio si ruppe in mille pezzi dentro di me come quando giri un caleidoscopio; le avrebbero fatto seguito altri segreti dai bordi taglienti, spinti in un corpo minuscolo per essere custoditi finché non avessero minacciato di venir fuori lacerando le pareti”


Scheda libro

Autore: Kerry Hudson

Editore: Minimum fax

Costo: 17,50 euro

Pagine: 327

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2 thoughts on “Tutti gli uomini di mia madre- Kerry Hudson

  1. Con romanzi così, tosti come lo è la vita nelle sue forme più dure, ma che ti scavano dentro fino a metterti a nudo, ti viene subito d’istinto di consigliarlo a tutti, salvo poi renderti conto che forse non tutti apprezzano letture di questo taglio.
    Io questo qui lo segno subito. Anche se sfata il mio personale mito fiabesco della Scozia. Ma i libri hanno anche questo ruolo scomodo.

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    • Esatto. È un libro che ti sorprende e che ti fa vedere ben oltre le verdi montagne incantate scozzesi. Sono davvero felice che vorrai leggerlo e ovviamente, appena lo termini fammi sapere cosa ne pensi. Ci sono passaggi estremamente toccanti e talmente crudi che non potrai fare a meno di starci a riflette su. Vedrai non ne resterai delusa!

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