La signora delle camelie: impossibile restare indifferenti!

la-signora-delle-camelie-dumas

Attenzione: probabili spoiler

La signora delle camelie racconta la storia d’amore tra la più corteggiata cortigiana dell’epoca, la famosissima Margherita Gautier e Armando Duval.
Ma le trame a volte sono noiose e in certi casi, come questo, raccontarle è inutile. Ciò che vi farà innamorare di questo libro è ben altro. Ciò che sprigiona è sorprendente.

La prima cosa riguarda l’autore di questo libro: Alexandre Dumas.
Nel settembre del 1844 Alexandre Dumas conosce la bellissima  Marie Duplessis con la quale intrattiene una relazione fino all’agosto del 1845. Trascorrono insieme anche un periodo in campagna, vicino Parigi. La relazione si conclude e Marie si risposa con esito fallimentare. Tornata a Parigi si butta a capofitto, ancora una volta, in una vita sfrenata, ornata di disordini ed eccessi. La tisi, purtroppo, la porterà via nel 1847.

marie-duplessis

Ritratto di Marie Duplessis

Ed è solo un anno dopo che La signora delle camelie viene pubblicato. Marie diventa Margherita e Alexandre diventa Armando. Tutti i ricordi dei momenti felici, disastrosi, travagliati, dolci, vengono trasposti con estrema bravura e sentimento profondo sulle pagine di questo libro che diventerà il capolavoro di Dumas.
Quali i reali fatti accaduti, quali gli espedienti e le aggiunte letterarie, non ci è dato sapere. Ma ciò che ci viene narrato sprigiona una tale profondità di sentimenti che non ci occorre conoscere tutte le verità sui fatti della coppia Marie/Alexandre, ne abbiamo una inconfutabile e assoluta: Alexandre ha amato teneramente e con passione, e senza ombra di dubbio, con dolore.

Impossibile per il lettore restare  indifferente.

Dumas scrive con uno stile poetico e ricco di dettagli. La lettura è fluida e incalzante. Staccare gli occhi dalla pagina risulta difficile, le uniche pause concesse sono quelle per pensare, prendere un respiro prima di buttarsi nuovamente a capofitto in un calderone di emozioni e… quelle per asciugarsi naso e occhi!

I pregi di questo romanzo sono davvero molti, e sommergono completamente, se ce ne sono, tutti i difetti che un lettore attento e puntiglioso potrebbe dire di aver trovato.
La signora delle camelie non è soltanto il racconto di un amore travagliato. Quello che vi ho trovato con immenso piacere è la scoperta della capacità di amare in un personaggio descritto inizialmente come estraneo all’amore.

“Quelli che avevano amato Margherita non si contavano più, e quelli che lei aveva amato non si contavano ancora.”

Una dolcezza senza fine in un personaggio superbo, che riesce (perché “riuscire” è il termine esatto), in una società che la costruisce come mantenuta e donna viziosa, ad innamorarsi e a cambiare.
Margherita Gautier è due gradini sopra a qualsiasi personaggio della storia, Armando compreso, che risulta a volte essere fin troppo incosciente e capriccioso.

Davvero affascinante è anche il costante rapporto tra morale e sentimento. Margherita è sulla via della redenzione, fa progetti con Armando, e insieme sono pronti a condannare qualsiasi ipocrisia sociale per costruire una vita diversa, insieme.

“Il cielo gioisce più per il pentimento di un peccatore che per cento giusti che non hanno mai peccato.” 

Ma è proprio quella morale tanto combattuta che alla fine riesce a separarli. E’ infatti per salvare l’onore della sorella che Margherita sceglie di allontanarsi da Armando.

L’amore cede quindi il posto all’onore e all’ipocrisia?
Ovviamente no.
La morale alla fine non può essere estirpata e vince sui due innamorati, ma non sui loro sentimenti. Fino all’ultima pagina, anche se sarà triste, anche se sarà amaro, ciò che Armando prova, che è ciò che Marguerite prova, non muore.

Cos’è quindi la signora delle camelie?
Un capolavoro imperdibile e un classico intramontabile. Un carico d’emozioni, una lezione di vita.

“L’ultima volta che era venuta, sedeva là, allo stesso posto, ma da allora s’era preso un altro amante, e altri baci dai miei avevano premuto le sue labbra. Eppure alle sue labbra anelavano le mie, e sentivo d’amarla ancora ugualmente e forse di più di quanto l’avessi mai amata.”

Garbo_and_Taylor_in_Camille - film diretto da J. Gordon Edwards (1917)

Greta Garbo e Robert Taylor in “Camille” film diretto da J. Gordon Edwards (1917)

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...