Due: L’amore secondo Irene Nemirovsky

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Irene Nemirovsky accende i riflettori su alcuni giovani reduci dalla guerra mossi dal frenetico impulso a vivere appieno la vita e dal desiderio ardente di inseguire un attimo di piacere. È una generazione che vuole rinascere e dimenticare in fretta la guerra appena conclusa. Siamo a Parigi negli anni 20, quelli delle feste nei salotti, dove l’età della spensieratezza può svanire in un attimo per fare largo al tormento delle passioni. Lo slancio degli amori giovanili e le speranze della vita di coppia hanno vita breve, perché “la passione sembra un dono di Dio (…) e Lui ce la concede per poco tempo”. La passione infuocata della gioventù lascia spazio al matrimonio, ai fatti quotidiani e alle banalità di ogni giorno. Eppure pare che più due persone si conoscano e più diventino estranee. La scintilla del desiderio si spegne. È il trionfo del disincanto.

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Più che una penna sembra una lama quella che ha tra le mani la scrittrice, tanto è cinica e profonda la sua indagine delle debolezze dell’animo umano. L’autrice ritrae l’incapacità dei personaggi di raggiungere una felicità completa e appagante. Emergono i rimpianti per ciò che è stato e i rimorsi per quello che sarebbe potuto essere. Tradimenti, bugie, silenzi, pentimento, indifferenza, compromesso. Con una prosa raffinata ed elegante, la Nemirovsky scrive un atto d’accusa contro l’ipocrisia borghese che lei conosce così tanto bene. Non è difficile cogliere un riflesso autobiografico nel romanzo: lei, figlia di un ricco banchiere, cresciuta nel disinteresse materno a tal punto da essere educata dalla governante, non può che analizzare in modo lucido e spietato i rapporti coniugali e affermare:

Il matrimonio non ha bisogno della persona reale, bensì dell’apparenza, della maschera.

La trama è ridotta al minimo e diventa quasi superflua tanta è la bravura della scrittrice nel cogliere e raccontare le innumerevoli trasformazioni dell’amore, o presunto tale. I sentimenti si evolvono, cambiano forma e con gli anni di vita in comune il matrimonio diviene una pace accumulata a fatica e conquistata a caro prezzo. Non vi è ironia, né giudizio nelle parole della Nemirovsky ma solo tanta onestà. Tanto onesta da imbarazzare.

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Pur essendo stato pubblicato nel 1939, la 1°edizione italiana di Due è apparsa solo nel 2010. Il romanzo rispecchia la società borghese degli anni 30 eppure i personaggi non ci appaiono anacronistici anzi, non può che stupire la modernità dell’analisi psicologica. Ma se il contesto storico è cambiato, l’incapacità di essere soli e quella di essere in due ci appartengono ancora. E se per noi comuni mortali, l’amore rimane indecifrabile, Irene Nemirovsky ne racchiude il senso più intimo e delicato in poche righe:

Avrebbe aspettato che lei si addormentasse per riaccendere e mettersi a leggere. E lei avrebbe tenuto gli occhi chiusi fingendo di dormire: sapeva che gli piaceva leggere in pace.

 

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2 thoughts on “Due: L’amore secondo Irene Nemirovsky

  1. Centrato in pieno il senso di questo romanzo di Némirovsky. Irène quando sbarca in Francia, “il Paese più bello del mondo”, non coglie la parte sofferente dei Francesi, i reduci, quelli che non riconoscono la loro terra, ma si tuffa nella categoria di coloro che desiderano ad ogni costo dimenticare e gridano: “Der des Ders”…

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    • ciao Fiorella, sono contenta che ti sia piaciuta la mia interpretazione del romanzo. Recensire la Némirovsky è sempre un arduo compito. Non vedo l’ora di immergermi in un altro suo capolavoro ed esserne rapita! Spero di leggere presto altri tuoi commenti 🙂 buone letture!

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