Espiazione: delizioso, disperato e doloroso

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Chapeau McEwan! Iniziare l’anno con una lettura del genere è davvero una fortuna. Espiazione è un libro elaborato e complesso, un romanzo potente dalla scrittura magistrale. Il lettore assiste all’uscita di Briony dal mondo dell’infanzia quando la piccola Tallis assume il ruolo di testimone oculare di un crimine. Purtroppo la superficialità e presunzione dei suoi 13 anni le faranno accusare un innocente. L’interpretazione dei fatti di una fanciulla dalla fervida immaginazione diventa una verità indiscutibile.

McEwan affronta temi delicati come la cruda descrizione degli scenari della Seconda Guerra mondiale creando un’analogia fra l’errore di Briony e l’errore supremo compiuto dagli adulti, quello della guerra. All’orrore della guerra si affianca quello dell’ingiustizia e della mancata verità. Nella terza parte del romanzo troviamo Briony che, nel suo percorso di espiazione, è diventata un’infermiera e si prende cura di uomini che la guerra ha ferito nel corpo e nell’anima. E come nella vita vera, l’espiazione di una colpa passa per il riconoscimento e l’ammissione di un errore. Alla fine, sarà Briony stessa a dare tutte le risposte che il lettore si aspetta.

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Per chi non lo ha letto, fatelo. Non prendetelo in prestito, sarebbe inutile. Lo andreste a comprare appena terminata la lettura per averlo nella vostra libreria, oppure non riportereste la copia in biblioteca o peggio ancora non la ridareste al vostro amico così gentile da prestarvela. E questo non si fa! 😉

Vi siete mai chiesti quanto una giornata può influenzare tutta la vostra vita? Questo libro è la risposta.

Una storia che costringe il lettore a porsi una domanda: e se fosse successo a me?
Espiazione è tutto questo e molto altro ancora.

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Adesso parliamo del finale quindi per chi non ha letto il libro: NON LEGGETE!

Nell’ultima parte scopriamo che Briony è un’anziana scrittrice di successo. Gli indizi disseminati nel romanzo e il colpo di scena finale conducono a una conclusione amara. Scrivere la storia di Cecilia e Robbie è stato per Briony l’unico modo di riconciliarsi con se stessa e con il suo passato. Ma il lieto fine è solo sulla carta, la realtà è ben diversa: i due innamorati sono morti durante la Seconda Guerra mondiale senza rivedersi. L’amore di Robbie e Cecilia, separati dalla guerra e da un errore umano, viene reso eterno dal potere delle parole. La visione del mondo che prende vita dalla penna di Briony è l’inutile tentativo di riparare a un torto fatto. È solo attraverso la sua creazione letteraria che Briony può donare un lieto fine alla storia d’amore dei due giovani che hanno sofferto a causa sua. Quindi Briony ha espiato le sue colpe, ma non potrà mai ripararle. Nonostante le sue indiscutibili responsabilità, è inevitabile che il lettore provi compassione per Briony, vittima di se stessa e della sua imprudenza. Alla fine del romanzo diventa davvero difficile distinguere tra colpevoli e innocenti. Esplorando i labili confini tra finzione e realtà, McEwan rende omaggio al potere creativo della scrittura. E se lui è senza dubbio promosso con ottimi voti, condannare o perdonare Briony spetta a ciascun lettore.

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One thought on “Espiazione: delizioso, disperato e doloroso

  1. La tua recensione è bellissima e amo il tuo punto di vista anche se non si avvicina al mio. Per farti capire cosa ho provato leggendo questo libro, ti racconto un aneddoto. Una volta dovevo tornare in Molise, partendo da Bari. A poco più di 20 minuti da casa il motore inizia a surriscaldarsi e la macchina perde potenza. Avanzavo, in autostrada, a neanche 60kmh. Sentivo l’auto che faticava e pur tenendo l’acceleratore premuto, non c’era modo di aumentare la velocità. Vedevo il cartello dell’autogrill che faceva, per me, il conto alla rovescia dei chilometri mancanti e speravo di arrivare alla fine per capire cosa fosse successo alla macchina. Sono stati i 3 chilometri più lunghi della mia vita. La macchina andava piano, pianissimo, un peso allo sterno assurdo per via di quella lentezza esasperante. Ecco, per me la lettura di questo libro è stata esattamente così: le lunghissime descrizioni hanno mandato in “surriscaldamento” il motore della mia voglia di approfondire la storia, e il ritmo narrativo ha proseguito con così tanta calma (a tratti dispersiva) che mi ha fatto apparire il finale come un miraggio lontano e, alla fine, anche poco importante. Aveva, tra le mani, tutta la potenza di una storia che poteva lasciare senza fiato dall’inizio alla fine eppure non l’ha usata. E questo mi fa più rabbia di quanta me ne abbia fatta Briony.

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