Credevo che Jane Eyre fosse antipatica

Quando fai parte di un gruppo di lettura la cosa più importante da fare è: conoscere il nemico. Chi è il nemico? Le altre ragazze del gruppo, naturalmente! Perché dico così? Vi spiego subito. Provate a immaginare di entrare a far parte di una comitiva di amiche che hanno, come passione comune, i libri. Già solo l’idea ti fa sentire fortunata, vero? Trovare qualcuno con cui condividere l’amore per la lettura è merce rara. Insomma, non è che mentre sei in fila alla cassa ti puoi mettere a scambiare due chiacchiere con il primo che passa su quanto sia bello il libro che hai in borsa. No, al massimo, mentre speri che il branzino che hai comprato sia fresco, puoi discutere del tempo e dei prezzi, ma non di libri.

Sappiamo bene però che la letteratura è fatta di generi diversi; c’è chi ama il fantasy, chi invece preferisce la suspense dei thriller e…beh, si dice esista anche chi vada matto per Federico Moccia. Detto questo, potete ben immaginare che le vostre compagne, per quanto simpatiche, brillanti e solari, si possano trasformare nel vostro peggiore incubo tirando fuori dalla loro borsa il mattone dei mattoni, quel libro che per loro è il Santo Graal mentre voi sareste in dubbio perfino se usarlo come fermo per una sedia traballante.

commozione

Foto di me che cerco di convincere Daniela e Marika a votare un fantasy

Per questo motivo conoscere il vostro “nemico” diventa fondamentale. Se, infatti, imparerete a capire cosa piace o non piace alle vostre compagne d’avventura letteraria, potrete scegliere con maggiore attenzione i libri da proporre e usare, per presentarli, parole adatte e particolari per attirare la loro curiosità. Illuminerete i vostri occhi con un pizzico d’amore mentre vi rivolgerete alla romantica del gruppo per pubblicizzare la vostra scelta, tirerete fuori vocaboli da far impallidire d’ammirazione anche il direttore dell’Accademia della Crusca se il vostro sguardo si poserà sulla paladina dei testi impegnati. Insomma, il trucco sta tutto nel vendere i vostri libri prima di rischiare di finire in minoranza e veder trionfare il libro che proprio no, non volevi leggere.

Ecco, ora che avete letto questa premessa potete immaginare come mi sia sentita quando hanno proclamato la vittoria di Jane Eyre. Io che avevo voglia di una lettura leggera, di qualcosa di moderno, sono partita con tantissimi pregiudizi su questo romanzo. Ebbene, che dire? Forse è stato meglio così! Prendendolo in mano con aria scocciata, la mia fronte corrucciata dal disappunto si è stesa man mano che proseguivo con la lettura fino a farmi dire, meravigliata “Ma dai, è stato scritto davvero nel 1847?”.

Da quel momento il mio rapporto con Jane è andato migliorando e lei, tanto odiata anche dai lettori che non sono riusciti a comprenderla, mi ha conquistato. L’ammiro e ne porto il ricordo come se fosse una persona reale e questo significa che il libro ha fatto il suo dovere: mi ha trasportato all’interno della storia, totalmente. Sono stata costretta più volte a interrompere la lettura per andare alla ricercare un confronto da parte chi, nel gruppo, lo aveva già finito.

“Ma com’è possibile? Davvero lo ha fatto?”
“Se non si mettono insieme, io protesto!”
“Che stronza, quella”
“Guarda che se lei sposa quel tizio, brucio il libro eh”
“Non dirmi che muoreeeeeeeeeeeeeeee”

Potrei andare avanti così all’infinito. Preoccupazione, seccature, momenti di puro “scodinzolamento” emotivo, le ho provate un po’ tutte le emozioni con questo libro 😀 è mancata la lacrimuccia ma va bene, molto meglio così ahahah.

Il mio nemico, le Classiciste del gruppo, stavolta si portano a casa una bella vittoria con la loro proposta di lettura.

…Chiaramente spero lo stesso di vincere io la prossima volta! 😛

PS: Una nota la voglio dedicare alla traduzione di questo testo. Vi lascio infatti con due PERLE che ha scovato Paola nella sua edizione e quello che mi sono ritrovata davanti io dopo aver comprato l’ebook su Amazon. Potete immaginare la mia faccia? Io che neanche lo volevo leggere ed era pure scritto in quel modo!? Per fortuna poi sono riuscita a trovare una traduzione migliore.

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Edizione I Mammut – Newton Compton

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